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Chi è già presente sul web con un sito lo sa già.

Non esiste nessuna formula magica che permetta di essere primo su Google in un tempo che definiremmo “breve”, prendendo in considerazione logiche umane e non “algoritmiche”.

So che lo avrai già sentito in tutte le salse, ma una volta in più non guasta: le logiche del web sono diverse da quelle del mondo off-line.

In questo articolo vogliamo spiegarti in pochi punti il perché avere una sezione blog all’interno del sito sia un fantastico aiuto per la SEO e per il posizionamento del sito sui motori di ricerca.

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Che cosa cerchi su Google?

Sul web esistono diversi intenti di ricerca:

Navigazionale: l’utente ha già in mente il sito, ma non ricorda l’URL (era .it o .com?)

Informazionale: l’utente cerca una risposta a una domanda ben specifica. Un esempio? Il tutorial! Ma anche articoli di approfondimento, guide e consigli. Da “come preparare la crema pasticcera”, a “che cosa fare alle Maldive in due giorni”, si interroga il motore di ricerca, avvalendosi delle ormai famosissime  5W (Who? What? When? Where? Why?) per avere informazioni prima di “passare all’azione”

Commerciale o pre-transazionale: concerne in modo diretto l’acquisto. L’utente ha già deciso di comprare per esempio una lavatrice, ma non sa ancora quale modello nello specifico. In questo caso interrogherà Google analizzando diverse recensioni (“migliori lavatrici”, ma anche “dove acquistare libri” e per i più svariati ambiti e argomenti)

Transazionale: a questo livello l’utente ha già deciso che acquisto fare e cerca un prodotto generico o specifico (“occhiali da sole modello x marchio y”, “gonna verde a pieghe”). Se nella queery esiste già la parola “vendita” è molto più facile da individuare.

Va da sé che queste categorie non sono compartimenti stagni.

Il confine è labile e uno stesso contenuto può essere per esempio sia commerciale che transazionale.

Dagli ultimi studi è emerso che le ricerche sui principali motori di ricerca si dividono in:

70% di tipo informazionale

30% tutti gli altri, redistribuiti.

A questo fenomeno ha contribuito la diffusione di Amazon.

Il motore di ricerca viene, infatti, utilizzato per acquisire informazioni preliminari, mentre invece per l’acquisto in sé il canale preferenziale rimane l’e-Commerce.

Quindi, in breve: l’utente si informa e si orienta su Google (contenuto informativo o pre-transazionale) – cerca prodotti e li acquista su Amazon – torna su Google per informazioni sull’utilizzo o approfondimenti.

Se sei arrivato fin qui, ormai lo avrai capito: fondamentale è agire sugli intenti di ricerca informazionale e pre-transazionale, in modo non solo da guidare l’utente verso l’acquisto di un tuo specifico prodotto/servizio, ma anche per “creare movimento” sulle pagine del tuo sito.

Se, attraverso i tuoi contenuti ben scritti e ben indicizzati, riesci a captare quello che potrebbero cercare e voler conoscere gli utenti in merito al tuo prodotto o servizio, potresti portare al tuo sito traffico di valore, che potrebbe portare in seguito a conversioni.

Avere un blog, oltre a farti comparire in alto tra i risultati in seguito al search intent dell’utente, permette di creare traffico sul tuo sito e interesse per la tua azienda.

 

Perché gestire il tuo blog con continuità

Un blog ben gestito porta grandi risultati: oltre a migliorare il posizionamento del tuo sito nei motori di ricerca, crea fidelizzazione con il tuo pubblico ed è un ottimo strumento di inbound marketing.

In sostanza, è capace di portarti sempre nuovi clienti, grazie a contenuti che convertono.

 

Se hai un blog, speriamo che questi consigli ti siano stati utili.

Se non lo hai oppure fai fatica a gestirlo, siamo qui anche per questo!

Un copywriter professionista può prendersi con impegno cura del tuo blog, proponendo piani editoriali mirati e occupandosi della stesura e del caricamento di testi utili per il tuo target.

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